venerdì, 09 maggio 2008

kikk&tt@

Sono stata nel suo blog, faceva un pò schifo(xkè è personalizzato) lei mi ignora e sono fiera
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categoria: segnalazioni
venerdì, 28 marzo 2008

Incontri d'autore/Lezioni di rock

Mi permetto di segnalare due rassegne sulla musica in cui
Gino Castaldo ed Ernesto Assante incontrano vari personaggi della musica italiana per delle sessioni a meta' tra intervista e concerto.


La rassegna incontri d'autore e' raggiungibile da questa pagina.
Non abitando a Roma ho scaricato (e particolarmente apprezzato) l'intervista a Capossela.


Gli stessi, raccontano la storia della musica attraverso i dischi, da Elvis agli U2.
Davvero interessante: la pagina e' questa qua.

Buon ascolto.
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categoria: segnalazioni
sabato, 01 marzo 2008

Dentro un bicchiere

(novembre 2005)


 

Canzone di Michele Mari in dialetto lombardo orientale, variante alto-mantovana. Tutte le sue canzoni al sito www.lattadelbardo.splinder.com.

 


 

 

Sol                   Do   Sol            Re

Öna gamba de che, öna gamba de là

Sol              Do               Sol   Re  Sol

Beòm en gòss de vì, per desmentegà

Una gamba di qua, una gamba di là

Beviamo un goccio di vino per dimenticar

Sol                   Re               Mim     Do

Enciudà a ‘ste scragne cuma ad öna crùs

Spetòm el prosim gir o de senter na qual vùs

Metom mai föra la testa, per pora de vardà

Om mai mis so l’ass se l’era de prima mà

 Inchiodati a queste sedie come ad una croce

Aspettiamo il prossimo giro o di sentire qualche voce

Non mettiamo mai fuori la testa per paura di guardare

Non abbiamo mai messo giù l'asso se era di prima mano

Som semper che, cul sul e aga se piöv

El dè l’è semper quel, ma cul vestì nöf

Som sentatc che d’inveren e d’istà

Che cambia en d’öna vida, l’è sul la nosa età

 Siamo sempre qui, col sole e anche se piove

Il giorno è sempre quello, ma col vestito nuovo

Siamo seduti qui d'inverno e d'estate

Che cambia in una vita è solo la nostra età

Ghe l’om cun el gueren, cul sindic e cul temp

Om sifulà a drè a le done quand fisc’iàa pü fort el vent

Om capì trop tarde che el cül del bicièr

Fa mia veder pö de luntà, el te porta mia endrè

 Ce l'abbiamo con il governo, col sindaco e col tempo

Abbiamo fischiato dietro alle donne quando fischiava più forte il vento

Abbiamo campito troppo tardi che il fondo del bicchiere

Non ti fa vedere più lontano e non ti porta indietro

Pöl aga dàs chi s’à ciapà per el cül

Però le mia vera che le mai stà cuntent nisü

Gom el fià che sa de vì, ma som amò bù respirà

Gom le gambe strache, ma som amò bù de caminà

Naròm en bras a la mort, va bè, ma cun na qual sorta de surìs

Naròm en bras a la mort, va bè, ma cun na qual sorta de surìs

E può anche darsi che ci abbiano preso per il culo

Però non è vero che non è mai stato contento nessuno

Abbiamo il fiato che sa di vino ma sappiamo ancora respirare

Abbiamo le gambe stanche ma sappiamo ancora camminare

Andremo in braccio alla morte, va bè, ma con una qualche sorta di sorriso

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categoria: segnalazioni, video musicali, musica alternativa, cantanti italiani
lunedì, 18 febbraio 2008

MUSICA PER RICONCILIARSI COL MONDO

Ci sono determinate canzoni che ti fanno sentire bene con te stesso, che ti rasserenano. Alcuni filosofi attribuivano alla musica una vera e propria funzione catartica. Ma quale musica può davvero calmare gli animi? la classica o l'heavy metal? il brit pop o lo ska? Ognuno ha la sua, io vi propongo la mia, troppo lunga per starci un una top five, sperando che sia spunto di riflessione per chi passerà di qui. Ovviamente ci sono altre canzoni che mi fanno star bene, ma probabilmente solo il tempo e la storia faranno sì che entrino a far parte della mia personalissima top ten. Dalla musica che uno ascolta si capiscono tante cose: la sua storia personale, la famiglia da cui proviene, i suoi studi, le inclinazioni, le passioni, i sentimenti, gli umori, il suo status sociale, il carattere, l'indole.

Detto questo, enjoy!

1. Strawberry fields forever, the Beatles.

2. It's all over now baby blue, Bob Dylan.

3. Not going anywhere, Keren Ann.

4. One, Aimee Mann.

 5. Under pressure, Queen & David Bowie.

6. 100%, Sonic Youth.

7. Perfect, Smashing Pumpkins.

8. Beetle bum, Blur. 

9. She's in parties, Bauhaus.

10. Violet, the Hole.

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venerdì, 15 febbraio 2008

Tango Funebre

Jacques Brel è stato un gigante della canzone e ha scritto una ventina di pezzi immortali. Ha inventato un modo nuovo di porsi col pubblico, una gestualità marcatissima, un uso della voce dotato di miriadi di sfumature e ha aperto la strada parallela a quella di Brassens, l'altro chansonnier immortale. La prima corrente del cantautorato italiano viene più da Brel che da Brassens, dal quale invece imparerà piuttosto De André. Guccini e Vecchioni sono più Breliani. Ma poi non posso riuscire a scrivere grandi trattazioni, perché Brel è uno sconosciuto ad oggi in Italia e non se ne capisce il motivo. Beccatevi sto video, e poi dite se non è un grande. Beninteso, su Youtube ci sono tantissimi video. Guardatevi "Ne me quitte pas", "Amsterdam", "Les bigotes", "Les bonbons", "L'ivrogne", "Le plat pays", "Le moribond", "Le dernier repas", "Jef", "Madeleine" ecc. Non ve ne pentirete.



Ah je les vois déjà
Me couvrant de baisers
Et s'arrachant mes mains
Et demandant tout bas
Est-ce que la mort s'en vient
Est-ce que la mort s'en va
Est-ce qu'il est encore chaud
Est-ce qu'il est déjà froid
Ils ouvrent mes armoires
Ils tâtent mes faïences
Ils fouillent mes tiroirs
Se régalant d'avance
De mes lettres d'amour
Enrubannées par deux
Qu'ils liront près du feu
En riant aux éclats
Ah Ah Ah Ah Ah Ah
Ah, io li vedo già, a coprirmi di baci, a litigarsi le mie mani, a domandarsi pian piano, "La morte se ne viene? la morte se ne va? è ancora caldo? è già freddo?" Aprono i miei armadi, tastano le mie ceramiche, mi perquisiscono miei cassetti, spartendosi le mie lettere d'amore, imbustate per due, che leggeranno vicino al fuoco, ridendo a crepapelle Ah ah ah aha

Ah je les vois déjà
Compassés et frileux
Suivant comme des artistes
Mon costume de bois
Ils se poussent du cœur
Pour être le plus triste
Ils se poussent du bras
Pour être le premier
Z'ont amené des vieilles
Qui ne me connaissaient plus
Z'ont amené des enfants
Qui ne me connaissaient pas
Pensent aux prix des fleurs
Et trouvent indécent
De ne pas mourir au printemps
Quand on aime le lilas
Ah Ah Ah Ah Ah Ah
 Ah, io li vedo già, compassati e freddi a seguire come degli artisti il mio costume di legno, e si spingono di cuore per essere il più triste, si danno le spallate per essere il primo, e hanno portato delle vecchie che non mi conoscon più, han portato dei bimbi che non mi han mai conosciuto, pensano al prezzo dei fiori e trovano indecente non morire in primavera se ami i lillà, ah ah ah
Ah je les vois déjà
Tous mes chers faux amis
Souriant sous le poids
Du devoir accompli
Ah je te vois déjà
Trop triste trop à l'aise
Protégeant sous le drap
Tes larmes lyonnaises
Tu ne sais même pas
Sortant de mon cimetière
Que tu entres en ton enfer
Quand s'accroche à ton bras
Le bras de ton quelconque
Le bras de ton dernier
Qui te fera pleurer
Bien autrement que moi
Ah Ah Ah Ah Ah Ah
Ah, io li vedo già, i miei cari falsi amici, sorridendo sotto il peso del dovere portato a termine. E io ti vedo già, troppo triste e troppo contenta, nascondendo sotto il manto le tue lacrime da poco; tu non sai che, uscendo dal mio cimitero, entri nel tuo inferno, quando s'annoda al tuo braccio il braccio del tuo chiunque, il braccio del tuo ultimo, che ti farà piangere al contrario di me Ah ah ah
Ah je me vois déjà
M'installant à jamais
Bien triste bien au froid
Dans mon champ d'osselets
Ah je me vois déjà
Je me vois tout au bout
De ce voyage-là
D'où l'on revient de tout
Je vois déjà tout ça
Et on a le brave culot
D'oser me demander
De ne plus boire que de l'eau
De ne plus trousser les filles
De mettre de l'argent de côté
D'aimer le filet de maquereau
Et de crier vive le roi
Ah Ah Ah Ah Ah Ah
Ah, io mi vedo già, coricato per sempre ben triste al freschino nel mio campo di ossicini. Ah io mi vedo già alla fine di quel viaggio dal quale non si torna affatto. Io vedo già tutto questo, e ci sono i saggi perbene che osano chiedermi di non bere che dell'acqua, di non svestire le ragazze, di tenere i soldi da parte, di apprezzare il filetto di sgombro e di gridare VIVA IL RE ah ah ah ah ah
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venerdì, 15 febbraio 2008

THE MARROW OF A BONE dei Dir En Grey

Io non mi metterò mai (più) nelle categorie di un fan buono, cattivo, bravo, fedele o quant'altro. MA ho comunque deciso di pubblicare una recensione, per ora qui dentro la prima (sperando di aver capito almeno in parte l'aria che tira qui dentro) The Marrow of a Bone dei Dir en Grey. Non sono tra le fan più sfegatate o meritevoli, ma questo non mi impedisce di avere una mia opinione, no? è anche innegabile che non o fatto della musica l'ossessione perfezionistica che mi mette in condizione di dare a qualcosa il giusto nome, se non per emozione o simile... il cd, che nel web era spesso recensito come un cd pieno di pezzi "urlati" (cosa che spesso e volentieri detesto) è risultato un cd che non m'è dispiaciuto affatto, anzi. Non saprei MAI dire che è la corretta evluzione del percorso musicale del gruppo negli ultimi dieci anni o semplicemente un lavoro estremamente commerciale fatta per soddisfere le bocche monogusto di certi clienti occidentali, ma so che non è affatto brutto. Certo, l'inglese di Kyo, il vocalist, non è dei migliori (facendomelo ancora preferire nella versione in lingua originale), ma a mio modesto avviso sia i pezzi ritmati e quelli melodici sono a mio parere interessanti. I secondi sono quelli che ho apprezzato di più. La batteria di Terachi è più che mai apprezzabile (ma io ho, forse, il prosciutto sugli occhi - pardon, orecchie - con il batterista), ma anche gli altri musicisti sono considerabili come migliorati. Anche Kyo è bravo, ovviamente. Certo, mi viene da dire "a modo suo" ma io e lui abbiamo uno strano rapporto... ma è innegabile che quando ci si mette ha una voce FAVOLOSA. Concludndo: si, il cd, per gli amanti del genere (che non ho ancora capito come definirlo, sinceramente) è più che è per me apprezzabile, sicuramente più di quanto molte recensioni lo volevano... Era innegabile dare i miei complimenti (tardivi) ai 5...
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giovedì, 14 febbraio 2008

beh, il mio primo video...


E alla fine sono io...la mia voce, sanscrito il cantato...le foto dei concerti, i ricordi più belli... la musica è tutta la mia vita, si apre e si chiude con la stessa frase. Il senso che ha per me...la vita stessa.

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