martedì, 18 marzo 2008

Memories & stolling runes

Trakkete trakkete trakkete (rumore di elicotteri)
Mio zio mi portava sempre ai concerti  ed e' a lui devo molte delle mie scoperte musicali.
Quando ero piccolo mi porto’ a vedere Mick Taylor che era stato il chitarrista degli Stones in “sticky fingers”.

Sara’ che ero davvero piccolo, che il viaggio era stato stancante o anche che non ero pronto musicalmente, ma dormii durante il concerto.
Forse lui non se ne accorse, o forse capi’, fatto sta che da li’ a pochi mesi avrei dormito anche al concerto di John McLaughlin.


Quando feci 12 anni ricevetti da lui il film di Tommy.
Non e’ che capissi bene tutta la loro musica ma il sapere che il loro batterista, non potendo spaccare le chitarre sul palco, mettesse candelotti di dinamite nella batteria; o ancora, il fatto che durante il concerto degli “Who” a Woodstock, quando uno dei leader del movimento hippies
prese il microfono per arringare in maniera molto politicizzta la folla di Woodstock (foto), ricevette una chitarrata in testa dal leader degli ""Who".
Questi aneddoti me li resero da subito simpatici.
Mi appassionai alla musica anni 70....anche perche’ Ummagumma era il titolo piu’ bello che fosse stato dato a un disco (specie se lo leggete cosi’ com’e’ scritto: Ummagumma).
Inoltre avevo le caratteristiche piu’ adatte a carpire la parte piu’ onirica del rock progressive (nel senso che dormivo sempre).

 
A 13 anni ero in Inghilterra e li’ mi scontrai culturalmente coi miei coetanei. Quando si parlava di dischi preferito, tutti dicevano “Innuendo”...mentre io rispondevo che era: “il 4, si insomma, il Zoso, dai....quello la’ con Black dog”. Ma nessuno capiva bene cosa volessi dire.
Allora, si potevano ancora ballare i lenti.
Tuttavia io ponderavo perplesso il fatto che in quelle ballatone melense non si sentissero mai elicotteri, muri cadenti, specchi rotti durante omicidi, ne’ partissero astronavi per marte o anche solo per il lato oscuro della luna.

Era dura essersi fermato alla musica della decade prima, ma pensavo di essere nel giusto, un po’ perche’ tutti mi erano contrari, un po’ perche’ quelle schitarrate erano sporche ma piene di grazia, un po’ perche’ non credevo fossero poi cosi’ cattivi: infatti sentendo i dischi al contrario non sentivo preghiere al diavolo (a meno che il diavolo non si preghi con fruscii e rumori di panelle nella friggitrice).

Oggi, la plastica regna sovrana, eppure la musica, comunicazione ancestrale riesce ancora a comunicare alle nostre viscere, in maniera inconscia, quasi psichedelica.
Quella volta che non andavo in bagno da tre giorni, ero abbastanza ansioso.
Poi la radio passo Oopss!...I did it again, e cosi fu: la musica mi aveva liberato ancora una volta.

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categoria: pink floyd, musica e politica
giovedì, 13 marzo 2008

Pink Floyd - The Wall (Comfortably Numb)

Immagine reperita in rete - http://www.mymovies.it/dizionario/dvd.asp?id=18453

Fama, droga, rock.
Lo stress post traumatico.
Muro di follia.
 
Pink contro il lato oscuro.
Il muro crolla, Mother



 

Dentro la Storia.
Mattoni di musica.
Dalle note al film.
 
Fragile rock star.
Affogando nell'alcool
la pazzia t'ingoia.

Pink Floyd The Wall è la trasposizione cinematografica del concept album The Wall, realizzato nel 1979 dai Pink Floyd.


Capolavoro senza tempo del cinema onirico e degno coronamento della carriera di una delle più note band di psichedelia, curiosamente è il film a essere basato sull'album anziché viceversa, e ne rappresenta in effetti la "colonna visiva".

Per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd_The_Wall

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categoria: pink floyd
venerdì, 15 febbraio 2008

Empty Spaces

Saluti e grazie per l'invito!

Non è che io sia un grande esperto di musica, nel senso che non ne ho mai fatto un interesse forte... Certo che mi piace ascoltarla, e sapere almeno a grandi linee della storia e delle idee di un gruppo. Ora, quali gruppi? Pink Floyd in primis, sia del periodo Barrett che di quello Waters, poi Jefferson Airplane, Jethro Tull, The Doors, e ogni tanto Van der Graaf Generator. Quanto ai gruppi "moderni" qualcosa dei Metallica e dei Bathory, ma anche un po' di elettronica, Prodigy e Chemical Brothers... E mi riprometto di scoprire qualcosa dei Radiohead, che mi ispirano una cifra...

Una canzone? Empty Spaces, da The Wall!

What shall we use to fill the empty spaces
Where we used to talk
How shall I fill the final places
How should I complete the wall

Visto che l'album del muro, nella sua simbolicità, permette una continua reinterpretazione da parte di chi lo ascolta, sia in chiave sociale che biografica, pure io gli do una mia personalissima (quanto discutibile) interpretazione: per me gli empty spaces sono i vuoti che la forma mentis (o meglio la non forma mentis) del novecento ha lasciato nella società, distruggendo ogni certezza ed ogni riferimento, in un processo necessario ed inevitabile, certo, ma anche doloroso. Il muro da completare, poi, è il nascere di una dittarura del superego, di un totalitarismo mentale nazista, che tenta di supplire alla crisi "di valori" imponendo una rigidità nelle forme alla quale tuttavia corrisponde una mancanza di contenuti. E alla fine tutto ciò non è poi diverso dall'omologazione consumista di oggi, dove tutti si comportano allo stesso modo, seguono gli stessi effimeri miti, e cercano a tutti i costi di avere i loro 15 minuti di celebrità, schiavi dei diktat di una società inconsapevolmente schiava dell'horror vacui.


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categoria: pink floyd