Ovviamente l’amore è il perno fondamentale del cd. Ma comunque si parla di Gianna Nannini, non della prima finta rocker che ci si piazza davanti (e che comunque la imiterebbe anche negli stivali). La donna più rock d’Italia, a ben vedere. Che, a parte un paio di uscite poco felici – almeno dal mio punto di vista – si è sempre dimostrata uno dei pochi e buoni cavalli di battaglia della musica nostrana. Che forse io stia parlando di parte perché sono cresciuta a suon di “Bello e impossibile”, ma soprattutto “Ragazzo dell’Europa”? Il cd si dimostra che il suo stile, sempre inconfondibile, è si melenso o un po’ troppo romantico (essenzialmente parla della sua ultima storia d’amore – pure finita male). Sei nell’anima. Una canzone calda, rauca e dolce. Una canzone d’amore che non si può dire non sia stata ascoltata da tutti almeno una volta. Una canzone bella, melodica e grintosa. Che dire? Possiamo sempre. Canzone “alla nannini”, si rilegge tutto il suo stile nel suo stile. Un po’ no sense, ma di senso ne ha troppo. Perché si sa: chiedere è lecito… L’abbandono. Anche questa è molto in stile. Nel suo. L’argomento è più che comprensibile dal titolo. È dolce la canzone. Una canzone delicata nonostante la voce della cantante… è una ballata dolce e romantica che ricorda una gita estiva, dove, perché no, Abbandonarsi. Grazie. Il cuore è un’arma da fottere. Una canzone dolce e romantica. È proprio vero che le donne innamorate sanno essere di un melenso….! Questa sa molto di più, al posto di una gita, una giornata… che si conclude la sera, con l’accendersi di un accendono e di una conseguente sigaretta (almeno, a me quel rumore finale sembra l’accendersi di un accendino, poi ditemi voi). Le carezze. Con un inizio “drammatico”, direi. Ha un che di “blue”… è triste, a suo modo. È come se la storia con questo fantomatico Amore sia in crisi, qui. E la nostra Gianna nazionale tenti in tutti i modi di non lasciare che la sua relazione finisca, nonostante abbia ormai compreso che sia al termine… Babbino caro. Pieno stile Nannini. Non ho ben capito il senso della canzone… ma visto il titolo… suo padre è morto? E gli parla del fatto che comunque non lo perderà perché l’ha sempre nel cuore? Non so bene… molto carina comunqe. Terno bis. Qui con il fantomatico amante s’è mollata… e soffre. E la malinconia palpabile nel suono della canzone della canzone è smorzata dalla dolcezza in cui Gianna parla – perché è una nenia leggermente cantata, non certo una canzone – al suo interlocutore. Io. La canzone più brutta del cd. Non c’è altro da dire. Mi fai incazzare. Carina. Nulla di particolare. Nella di eclatante e ci sono certamente canzoni migliori nel cd. Alla fine. Comincia bene, alla fine, con un bel pezzo di piano. Bella nel testo e bella la musica. È triste e abbastanza dura. La guerra è qui l’argomento fondamentale. Della vita nella guerra. Della speranza, in un certo senso, ovviamente dell’amore, del suo essere e del suo ricordo, della sua mancanza. Canzone che mi ricorda Aria, del cd precedente. Canzone bellissima il singolo, questa non è così bella, ma sicuramente più che apprezzabile.
O sarà, ripeto. Che io Gianna l’adoro e con lei ci sono cresciuta…